Curry, occhio all’etichetta


Anche se è possibile farlo in casa, pochi hanno tempo e voglia di acquistare i singoli ingredienti per preparare il curry fai da te. In commercio sono quindi disponibili infinite varietà di curry già pronte per l'uso (green curry, curry rosso, curry giallo, curry giapponese, ecc…): basta aprire la confezione e condire il piatto.

Mi trovavo qualche giorno fa di fronte al reparto spezie del supermercato in cerca, appunto, del mio curry preconfezionato.
Nella lista degli ingredienti sapevo già, bene o male, cosa aspettarmi: coriandolo, curcuma, cumino, ecc… Ho preso quindi tre confezioni differenti ed ho iniziato a leggere le etichette.

Eccole qui:

Curry, confezione 1 Curry, confezione 2 Curry, confezione 3

Notate qualcosa di strano?

Sull'etichetta della prima e della terza confezione che ho preso c'erano sì le spezie ma non c'erano solo loro, a tenergli compagnia c'era anche il sale e la fecola di patate, ingredienti che in qualsiasi ricetta per il curry da fare in casa che si rispetti non sono nemmeno lontanamente presi in considerazione!

Le spezie sono solitamente consigliate per dare sapore ai piatti ed evitare l'uso del sale; perché aggiungerlo in una miscela che dovrebbe avere già da sola un sapore deciso?
E la fecola? Cosa c'entra con il curry?

La risposta che mi sono data è che probabilmente la presenza del sale compensi la scarsa qualità delle materie prime utilizzate mentre la fecola sia stata utilizzata per aumentare la resa, diminuire i costi ed ingannare il consumatore poco attento agli ingredienti ma piuttosto al rapporto quantità/prezzo.

Morale della favola?

Quando volete utilizzare del curry avete a disposizione due opzioni: prepararlo con le vostre mani o leggere con attenzione le etichette del prodotto confezionato 🙂

 

 

 

 

 

 
 

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