Latte e lattosio: è naturale essere intolleranti

Se siete intolleranti al lattosio e solo la vista del latte vi dà la nausea state tranquilli, i "normali" siete proprio voi!
Già, perchè teoricamente l'uomo non è stato progettato per bere latte per tutta la vita ma, come tutti i mammiferi, esclusivamente dalla nascita fino allo svezzamento.
Nonostante questo però, alcuni di noi hanno la fortuna di poterlo bere fino a 90 anni…perché?
Per rispondere alla domanda dobbiamo innanzitutto capire cosa sia il lattosio.

Il lattosio è lo zucchero del latte ed è un parente stretto del saccarosio, quello che tutti noi comunemente chiamiamo zucchero e che mettiamo, in bustine o con il cucchiaino, nel caffè.
Fanno infatti entrambi parte della famiglia dei disaccaridi, zuccheri formati da due subunità (due monosaccaridi) legate insieme e separate durante la digestione.lattosio e lattasi
Di norma, infatti, quando il lattosio (costituito da galattosio e glucosio) arriva nell'intestino viene "tagliato" nelle due singole componenti. Il lavoro di scissione del lattosio viene svolto da un enzima, una proteina in grado di tagliare il legame tra galattosio e glucosio, che prende il nome (non troppo fantasioso n.d.r.) di lattasi. E' quindi questa proteina che permette di bere tranquillamente il latte e digerire il lattosio.

Quand'è, quindi, che si diventa intolleranti?

Essendo predisposti a bere latte solamente nei primi mesi di vita  il nostro organismo è programmato, con l'avanzare dell'età, a ridurre al minimo la produzione di lattasi; in assenza di lattosio, infatti,  sarebbe inutile produrre un enzima per digerirlo in grandi quantità (il nostro organismo cerca di ridurre il consumo energetico e produrre qualcosa che non serve sarebbe un grande spreco n.d.r.).
Quindi, così come succede negli altri mammiferi, dopo una certa età la quantità di proteina in grado di digerire il lattosio diminuisce e, con essa, la possibilità di bere latte.

Perché, allora, alcuni possono continuare a berlo?

Per capirlo dobbiamo tornare a parecchi anni fa, ad un periodo che risale circa al 7000-8000 a.c.
Nonostante le tribù del tempo allevassero il bestiame principalmente per la carne, quando capirono di poter mungere gli animali si resero conto di avere tra le mani una preziosa fonte di sostentamento, nutriente e rinnovabile: il latte.
Probabilmente iniziarono a nutrire i più piccoli, scoprendo poi che anche alcuni adulti riuscivano a tollerarlo (anche all'epoca, alcuni – anche se non molti – erano in grado di digerirlo senza problemi).
Successe quindi che quei pochi in grado di bere latte ottennero un vantaggio rispetto agli altri: in un mondo dove le risorse alimentari scarseggiavano potevano mangiare di più, crescere sani e forti e, in qualche modo, avere più possibilità di metter su famiglia.

L'evoluzione ha così favorito i tolleranti al latte talmente tanto da aumentare il numero di coloro in grado di digerirlo e farci credere che la normalità sia quella di poterne bere in quantità ben oltre lo svezzamento.

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Emma Mandile | Biologa Nutrizionista
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Biologa nutrizionista, appassionata di formazione e divulgazione scientifica. Svolgo la libera professione nella città di Roma - www.em-nutrizione.com

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